ALL’ERTA STO

Diana aveva frequentato per cinque anni un gruppo che si definiva esoterico ed aveva interrotto la frequentazione perché aveva cominciato ad accusare  seri disturbi sia fisici che psicologici (disturbi che avrebbero continuato a peggiorare): di notte e di giorno aveva visioni agghiaccianti, le era diminuita la vista, aumentate le palpitazioni, scomparso l’appetito e altro ancora, in un crescendo che il “Maestro” non era riuscito a spiegare né ad alleggerire; eppure ai suoi occhi continuava a incarnare la perfezione e il sapere; era convinta di essere stata cattiva e di scontare in quel modo il proprio karma.   

Invece, come tante persone ingenue, era stata portata nell’acqua  profonda senza saper ancora nuotare e lì era stata presa dalle correnti vaganti prima e poi da chi le sa manipolare. Una lealtà al limite del plagio le impediva quel realismo che avrebbe potuto aiutarla (inoltre doveva avere avuto anche prima dell’esperienza una trama aurica lassa come una rete da pesca rotta, da ex bambina indifesa. Non doveva esserle stato insegnato di stare all’erta… ma con fiducia).

Proprio per difendere i deboli dai pericoli in cui possono incorrere la Chiesa, nel tempo, ha scelto di demonizzare quanto esulava dai suoi insegnamenti (corpi sottili & co., la cui conoscenza però rientra fra i suoi nascosti tesori, la chiamavano e la chiamano pneumatologia, o scienza dello spirito).

Oggi come oggi sarebbe meglio spiegare, fornire dei dati almeno di massima: non tutti saranno maturi come la mela di Newton, ma i millantatori avrebbero meno seguito. O no?

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