CHEMIO E POMPIERI

SEMPRE SUL CIRCUITO DELLA PROVVIDENZA

Personalmente il temperamento (che adesso so caratterizzare l’anima, che nuova non è, mentre l’indole caratterizza il nuovo essere) mi ha reso abbastanza indenne dal timore di essere respinta, per cui non mi sono chiusa al mondo di fronte ai pochi no ricevuti. Ne ho patito, certo, ma sono restata fiduciosa, anche prima di cominciare un percorso di consapevolezza. Prima cioè di sapere che è il nostro ponte del cuore (cioè il quarto chakra anteriore e posteriore se aperto ed efficiente) a distribuire l’energia necessaria ad alcune funzioni degli altri e a ricevere quanto utile  a sé.

A proposito di aiuto esterno e imprevisto, ricordo che, il giorno dopo la seconda operazione di cancro, mi ero vista in piedi sul davanzale della finestra dell’ospedale mentre guardavo giù, dove diverse persone stavano sostenendo un telone, tipo pompieri nelle vecchie comiche. Non mi aveva tanto stupito “vedere” da sveglia (càpita), quanto la numerosità degli individui che accorrevano, a frotte.

In quella era venuto a trovarmi un caro amico, cui avevo descritto l’immagine (poteva capirmi). Immagine che lui aveva ampliato “Sì, ma l’insieme è incompleto… non hai visto che nella stanza c’è già il fuoco”.
In quel preciso istante mi ero convinta ad accettare la chemioterapia (che al primo intervento avevo rifiutato e che per me rappresentava il peggio del peggio).

In effetti nei mesi a venire avrei ricevuto aiuto persino dagli sconosciuti. Potrei scriverci un libro, forse incoraggiante, forse sconfortante per chi si sente solo… Chissà.

 

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