CIÒ CHE NON SIAMO 2

Le prime conferenze, anni fa, mi avevano aiutata ad aggiustare il tiro. Presa com’ero dalla mia mission, divulgare, fiondavo da subito i presenti alla scoperta dei corpi sottili, che illustravo con disegni dei punti di accesso che conoscevo/vedevo/percepivo. Ma siccome i disegni rappresentavano dei corpi, molte persone finivano col ritenere che le dimensioni del MetT fossero simili alla forma fisica, solo un po’ più trasparente: come se ciascuno fosse dentro a tante matrioske. No, i punti di accesso insistono su aree precise dell’organismo, ma poiché ognuna delle quattro dimensioni del MetT si esprime a frequenze sempre maggiori, il paragone valido è quello di essere dentro a una serie di toroidi (che hanno la forma di una ciambella), come nella foto che, guarda caso, indica un insieme di campi magnetici.

metacorpo

Pensateli separati e vi sarà più chiaro. Dal toroide più grande (dimensione della stella nucleo) al più piccolo (dimensione aurica) sono percorsi dal flusso  inviato dall’anima al corpo/mente; la discesa da una dimensione all’altra è inevitabilmente a spirale, che è il modo elettivo con cui la Natura provvede ad ogni forma di vita.

Non siamo dentro a delle scatole cinesi e non siamo solo dentro a un’aura. Questa è la nuova frontiera (nuova per noi del terzo millennio).

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