COME SI PUÒ RITROVARE IL PROGETTO DELL’ANIMA?

Questa è una delle domande ricorrenti in chi mi ascolta.

Il progetto dell’anima è conservato nei corpi sottili e precisamente:

1) nel cuore alto (nella dizione della studiosa americana Barbara Ann Brennan) che fa parte della dimensione harica: vi si può accedere all’altezza dello sterno.

2) nel circuito dell’arco matrice (vedi il manuale “IL MEDIATORE. IL PONTE DIMENTICATO TRA ANIMA E CORPO” o il mio sito), le cui tre energie cosmiche, telluriche e ambiente ci mettono in grado di risuonare a esse, di fruirne e di orientarci nei passaggi difficili della vita (non poche tracce di tale antica conoscenza sono restate nell’astrologia, quella seria).

3) nella stella nucleo, che però contiene anche i vincoli che vanno sciolti per riuscire a realizzare il progetto di vita.

Il tutto è volutamente tecnico, perché ritengo sia più utile affrontare l’argomento riconoscendone la complessità e l’organicità. Altrimenti si finisce in quella pericolosa approssimazione che ha sotterrato la metafisica sotto magonismi e suggestione “Io so che tu sai che io so”.

Per ritrovare il progetto dell’anima bisogna alzare le proprie frequenze, il che si ottiene in vari modi, studiati per millenni e riversati nella ritualità o nei metodi iniziatici: pregare, meditare, nello yoga, nelle arti marziali, nelle danze sacre, nei canti ecc.

Alleggerirsi del superfluo (paure e travisamenti) e trasformare in positivo quello che magari patiamo.

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