CONDIVIDERE IN POSITIVO CI AVVICINA ALL’OLISMO.

Condividere in positivo qualcosa più del car sharing ci avvicina all’olismo, di cui l‘anima  è perennemente partecipe, ma non la nostra mente. Cos’è l’olismo? La scienza lo descrive una partecipazione al tutto reso possibile dall’esistenza di una stessa “sostanza-base”, l’energia, declinata in infinite frequenze (il concetto era già stato espresso, ad esempio da Spinoza con la sostanza unitaria ). Eppure, per la maggior parte delle persone, il concetto esula dall’esperienza personale. Perché?

Perché non è il corpo/mente a cogliere l’olismo, bensì le dimensioni dei corpi sottili o MetT, cioè il mediatore fra anima e corpo/mente! E’ la parte immateriale di noi che sente al di là dell’esperienza sensibile, mentre quella densa ne riceve un’eco lontano, e non sempre. Dipende dall’evoluzione personale.
Noi assecondiamo l’impulso di condividere pensieri, progetti, esperienze  tristi o felici, dubbi e timori, ma – in genere – lo facciamo per noi stessi (qualcuno fortunato se lo permette coi familiari, qualcuno con gli amici; i politici ci provano attraverso twitter, ma allora la chiamano informazione in tempo reale – e spesso la tempistica del comunicato è l’unica realtà -; qualcuno con i terapeuti cui si affida; qualcuno non ci riesce mai, si tiene tutto dentro, una bomba pronta a detonare!. L’anima invece si incarna col fine di condividere/aiutare e cerca di improntare la vita a quel fine: chi non sente la tendenza innata a essere di più… in di più?

Partecipare all’olismo è sentirsi parte di un tutto armonico che rispetta la vita ed apre aree più ampie di esperienza. Per chi sceglie di migliorare diventa naturale che ragione inferiore e ragione superiore, cioè mente ed anima, siano in contatto e concordi: allora una mente  che non oppone resistenza può ricevere “informazioni” utili (e non  deducibili dai fatti)  inviate dall’anima . L’hanno definita illuminazione e  attribuita in esclusiva a individui speciali: apostoli, mistici, guru e santi. Invece è per tutti, anche se con diverse gradazioni di intensità, e configura una sorta di pienezza interiore, che non viene esaurita dal deviare degli altri.