CORPI SOTTILI O METT E SERENDIPITA’

I corpi sottili o MetT mi si sono svelati gradatamente grazie alla serendipità: cercavo  risposte e motivazioni al dolore, il mio, quello che mi aveva tormentata cinque giorni su sette, refrattario per anni a ogni diagnosi e cura e avrei incontrato qualcosa a me sconosciuto, i corpi sottili o MetT, appunto! Dalle spine al frutto…

Era successo poco alla volta che ri-scoprissi i corpi sottili o MetT grazie alla serendipità, ma questa si era attivata solo dopo che la mia ricerca aveva cambiato tonalità. Infatti, non soddisfatta dalle risposte culturali alla sofferenza, avevo variato registro. Genitori intelligenti avevano deciso di non assumersi la responsabilità di improntare noi figli con le loro idee non proprio ortodosse in tema religioso ed avevano iscritto mio fratello al Leone XIII e me alle Marcelline: avremmo scelto con l’età matura da che parte stare della bilancia. Pertanto, nel momento del bisogno, sapevo a chi inviare la mia posta del cuore! Avevo cominciato a pregare per essere aiutata a capire le origini del dolore e, progressivamente, la mia domanda si era trasformata in come alleviare il dolore degli altri: avevo cominciato ad avere delle percezioni insolite, legate a persone presenti… o assenti.

All’inizio era un “vedere” in termini di luce, poi di forma e di simboli, poi di fotogrammi, poi era diventato un sentire di tipo empatico e, dopo svariati anni, una sorta di convinzione interiore, come un sapere. Comunque mai di continuo e non per mia scelta, bensì per necessità di altri, che, con mia sorpresa, riuscivo ad aiutare, io che stavo in piedi grazie a venti contrari.

Il quadro d’insieme dei corpi sottili o MetT mi sarebbe divenuto chiaro anni dopo, grazie alla serendipità, ai miei poco densi tutor e grazie… alla chemioterapia conseguente a due carcinomi! La mia anima, tramite le dimensioni superiori del MetT, (stella nucleo e matrice) sembrava aver utilizzato la fatigue per azzerare antiche resistenze e per facilitare nuovi circuiti neuronali. Mi ero ritrovata a pensare in maniera più chiara e  domande nuove avevano trovato  risposte nuove.

Per questa lunga esperienza diretta ritengo che la serendipità, insieme alla sincronicità, siano solo l’effetto finale di una invisibile alleanza, che è nota all’anima, ma non alla mente. Metterle in contatto, mente ed anima, o ratio inferior e ratio superior, è tra gli scopi di ogni incarnazione.

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