CORPI SOTTILI O METT SONO COME TOROIDI

I corpi sottili o MetT sono  come toroidi e non come matrioske.  I corpi sottili o MetT seguono il “comportamento” tipico del magnetismo, “comportamento” che è denominato dalla fisica toroide (pensate alla terra dentro al suo campo magnetico, o a un bagnante dentro a una ciambella di salvataggio: la forma ad anello è un toroide).

Non mi è stato chiaro da subito che i corpi sottili o MetT stessero annidati come toroidi, l’insieme mi si è palesato d’improvviso, come “il sogno di Kekulè” e solo dopo che mi avevano posto in diversi una domanda inaspettata: i corpi sottili o MetT stavano uno dentro l’altro come matrioske? L’idea, comune a parecchie persone intervenute alle mie conferenze, derivava dai disegni che proiettavo: una sagoma base rappresentante il corpo fisico con sopra i punti d’accesso delle dimensioni aurica, harica, dell’arco matrice e della stella nucleo; questo per me non significava che i corpi sottili o MetT fossero un doppio (o un quadruplo) del corpo fisico, mostrava solo dove le dimensioni sottili potevano essere percepite (e lavorate). Come potreste orientarvi senza punti di riferimento?

Racconto un aneddoto che mi è venuto in mente: un amico di gioventù stava prendendo il brevetto di pilota, ma un giorno mentre in fase di atterraggio non aveva più trovato un pilone su cui faceva affidamento: dovevano averlo abbattuto e lui per qualche minuto si era sentito perso! Nel suo caso si trattava di una realtà materiale, con altri punti di riferimento ben visibili, mentre nel caso dei corpi sottili o MetT tutto è – soprattutto – luce a diversa intensità. Le coordinate sono indispensabili!

Continua…

Kekulè non è un’esclamazione di Frassica, ma il cognome di un chimico tedesco, cui si deve la scoperta della struttura del benzene nel 1865 e la nascita della chimica organica. Friedrich August Kekulé von Stradonitz diede due versioni del sogno che gli avrebbe ispirato la scoperta: in un caso avrebbe sognato un serpente che si mordeva la coda, in un altro, sempre durante il dormiveglia, sarebbe come entrato nell’infinitamente piccolo, dove avrebbe visto gli atomi che “danzavano” fino a chiudersi in forma esagonale, che è la struttura del benzene. Il racconto è conosciuto come il sogno di Kekulè, appunto.

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