CORRENTI VAGANTI 2

Le correnti vaganti, o energie parassite, non sono esseri satanici o demoni, ma forme-pensiero emanate da un singolo o da un gruppo di individui pieni di odio, rabbia e compagnia cantante; si addensano intorno a chi le ha provocate, ma cercano nutrimento anche altrove e, poiché sono guidate dalla risonanza, si riuniscono allo stesso tipo di pensiero di cui sono improntate.

Bisognerebbe tenere conto di tale evenienza quando si ha a che fare con pensieri ossessivi, quelli con cui ti svegli al mattino e ti addormenti (se ci riesci) la notte. La corrente parassita può defedare il fisico, ma può anche fissare emozioni e pensieri in una sorta di confusa coazione a ripetere e di disfattismo “tanto sono fatto così” “questo è il mio destino” “nessuno mi può aiutare”.

Potreste considerare le correnti vaganti come “ombre senza sole”: non  possono influire su chi intenda migliorare (scopo che non si realizza comprando due tovaglie ricamate alla San Vincenzo o adottando – a distanza –  un bimbo del terzo mondo, mentre il proprio è lasciato a terzi perché allevarlo è faticoso).

L’esistente si esprime in una gamma di frequenze che va ben oltre a quelle note; non ci si pensa, ma sono vibrazioni la pagina che state leggendo e il pensiero che vi attraversa, l’intenzione e la voce, il sasso e la stella. Tutto è energia a diversi gradi di condensazione e a diversa frequenza: il bene, il  bello, il positivo vibrano ad alta frequenza, il male a bassa. La differenza fra di esse esclude la possibilità di un’interazione e persino di un disturbo, come dimostrato dalla fisica.  

E’ questione di scegliere da che parte stare, pro o contro l’armonia (propria e altrui).

Una volta colmato il deficit della memoria, gli individui potrebbero proficuamente ridimensionare molte paure legate a un ‘mistero’ che tale non è.

Le correnti parassite sono state definite egregori in ambito occultistico ed elementali dai rosacrociani. Nel 1901 i teosofi Annie Besant e Charles W. Leadbeater hanno dedicato ad essi un libro intitolato “Le forme pensiero”. Ne hanno scritto fra gli altri anche R. Steiner, P. Deunov e O. Aivanhov.

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