DIMENTICARE SOTTINTENDE AVERE SAPUTO

La mia attività di divulgazione (silenziata per un anno circa dalle esigenze familiari) mira a far ricordare come siamo composti: anima, MetT e mente/corpo. Ricordare implica aver dimenticato e cioè sottintende aver saputo, un dì.  Non ci si pensa quasi mai…

Intimamente, condividiamo una conoscenza comune e originaria; solo che in alcuni se ne sta depositata sotto un velo di sabbia che basta un soffio a rimuovere, mentre in altri è sepolta sotto strati  geologici (dipenderebbe dall’evoluzione raggiunta attraverso le successive esperienze, da incarnati e non).

Di conseguenza a qualcuno riuscirà più facile esprimere e fruire sia delle risorse fornite dall’esterno, sia delle qualità interiori: certi barbagli nella visione non presuppongono sempre un danno alla vista o, peggio, un tumore cerebrale; certi sogni o presentimenti servirebbero a prepararci, non a toglierci il sonno; “altre presenze” non sono necessariamente luciferine, ma spesso una richiesta – in codice – di aiuto; le intuizioni andrebbero ascoltate e svolte, a maggior ragione quando sembrino contraddire i fatti. E i ricordi personali, beh, quelli possono spingersi ben oltre l’età anagrafica.

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