I SENSI DELLA VITA DAL PUNTO DI VISTA DELL’ANIMA: L’ANIMA VUOLE CONDIVIDERE

L’anima è improntata alla condivisione, oltre che all’armonia, allo scambio e alla creatività. Lo stesso dicasi per il suo mediatore col corpo/mente, il sistema MetT.

Poichè anche le quattro dimensioni del MetT (dimensione della stella nucleo, dimensione arco matrice, harica e aurica) sono caratterizzate dalla necessità di condivisione, esse sono efficienti (e pertanto permettono lo scorrere del flusso inviato dall’anima al corpo/mente) quando l’individuo agisce nel rispetto del creato e nella solidarietà (cioè sceglie di condividere positivamente); altrimenti possono squilibrarsi e non assolvere le funzioni di sostegno, protezione, informazione ecc. Qualche esempio fra i tanti? L’egocentrismo, che certo non è condividere, blocca il quarto chakra, col probabile effetto di una respirazione superficiale in una gabbia toracica irrigidita; l’aggressività sposta la linea harica tutta a destra e l’individuo “si carica” meno del dovuto e del possibile; di conseguenza, ma inconsapevolmente, si nutre … della reazione altrui alla propria aggressività: non vi siete mai sentiti sfiancati dopo la sfuriata di qualcuno? Si è fatto una flebo a vostre spese… Il mancato condividere in positivo rallenta lo scorrimento del circuito matrice con la conseguenza di una stanchezza spropositata e refrattaria a ogni cura; il disprezzare mantiene i vincoli intorno alla stella nucleo e inibisce progettualità e realizzazione di sé.

Anche se non è noto, ci sono situazioni energetico/spirituali che finiscono a cascata sul corpo fisico, nel breve o nel lungo periodo, se non si applica all’esistenza una delle finalità dell’anima, fra cui – appunto – il condividere.

Dal suo punto di vista, condividere per l’anima è uno spartire del proprio, un mettere in comune perché sia utile, il che è un po’ diverso dal condividere/pubblicare sui social “Guarda come ero figo ieri sera”, “Senti questa canzone”, “Metti un mi piace al mio sito”. Per l’anima con-di-visione consiste nel superare quel “vedere separato” che il vocabolo significa(va) all’origine. Sarebbe come dire “non vedo più la separazione fra te e me”. L’avete notato? Si ritorna a bomba alla regola d’oro, quella che raccomanda di applicare la reciprocità.

 

 

..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *