LA DIGA DI FRA’ CASTORO

Il sistema MetT, che comprende i vari “campi” di cui i terapeuti energetici si occupano, è tarato sulla legge di armonia o dello scambio; quando questa non venga rispettata, il sistema MetT si altera in una o più parti e il flusso di energia/informazione/nutrimento ecc viene ostacolato, così che mente e corpo ne risentono.

Purtroppo quanto ostacola lo scorrere del flusso non è la simpatica diga di fra’ castoro (un vecchio cartone animato, di quelli pre-nanna, senza spargimenti di sangue). Sono tutti i no detti alla vita (o subiti nella vita), tutti i rimossi parcheggiati nell’ombra del profondo.

Ci vuole coraggio per affrontare la malattia? Ce ne vuole altrettanto per affrontarne le cause, perché queste custodiscono un altro genere di dolore: da quale ricordo si è rifuggiti, cosa non è mai stato accettato, quale gesto non è stato assolto, quale pena è stata patita nell’isolamento, quale sofferto legame è stato incatenato e guai a chi lo tocca?

Ecco, le coordinate dell’anatomia spirituale (ma anche il semplice sapere che essa esiste) possono offrire ai malati le indicazioni per colmare lo spazio bianco di una fruttuosa collaborazione. Con chi? Con i curanti, ma – prima ancora – con quella parte di sé, l’anima, da cui il viaggio cielo-terra-cielo dipende.

Inoltre, la conoscenza del sistema MetT, col suo quadro di corrispondenze fra problema ed origine, può semplificare la scelta fra le tecniche (alternative e complementari) proposte dal mercato, sollevando il tapino da quei dubbi esiziali che anch’io ho attraversato: assumo gli escreti di cammello e la cartilagine di squalo cubano o faccio la chemio?

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