LA MICIA DEI DESIDERI, SISSI DEI MENEGHINI

La mia micia dei desideri sarebbe sempre stata  un Sacro di Birmania, quelli col pelo lungo, gli occhi color fiordaliso e i guantini bianchi. Però sarebbe stato insensato comprare un esemplare di razza che con buona probabilità mi avrebbero rubato, come era già successo con due gatti siamesi: infatti ho un giardino su strada, luogo che sembra rappresentare un’attrazione fatale per tutti i felini.

La sera del mio compleanno, mentre andavamo fuori a cena, ci eravamo fermati in un negozio per animali a ordinare una medaglietta per il gatto Koska, non si sa mai che si perdesse ancora (il che non era improbabile, dato che aveva continuato imperterrito a vagabondare). Dietro alla cassa c’era una locandina con su una cucciolata di Sacri di Birmania, proprio loro! Al mattino Filippo si era detto disponibile a prenderne uno, meglio battere il ferro mentre era ancora caldo… Sulla foto non c’era nessun indirizzo perché l’allevatore aveva delegato alla proprietaria del negozio una prima valutazione del richiedente. Le era bastato guardarmi nelle palle degli occhi per fidarsi e me ne ero andata con un numero in tasca e un bel calduccio al cuore. Tra una portata e l’altra della cena avevo chiamato l’allevatore per sapere… che i micetti erano già stati aggiudicati tutti! Non volevo crederci: perché tutto quel giro se poi non sfociava in nulla? Alquanto delusa gli avevo lasciato il mio cellulare, nel caso fosse intervenuto qualche cambiamento. Dopo poco l’allevatore (che in seguito avrei scoperto essere figlio di una conoscente) mi aveva richiamato: “Le interesserebbe adottare una gatta adulta?” “Quanto adulta?” “Tre anni” cioè l’età del mandrillo. “È di buona indole?” “Sì, è solo molto timida” (alla faccia della timidezza, la impauriva ogni stormir di fronda, elettrodomestico, telefono, cigolio di porta, rimbalzo delle crocchette sul piatto ecc). “Quando la posso vedere?” “Anche domani”.

Il domani avrei visto la mia micia dei desideri, Sissi dei Meneghini (dal nome dell’allevamento).  Il tutto era stato originato dalla sofferta sparizione del gatto Koska.  Come dicevano i latini? Ex malo bonum

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