LO SPAZIO BIANCO (TRA DIAGNOSI E INTERVENTO)

A proposito di cura, conoscere il MetT può agevolare le terapie e offrire risorse insperate al paziente consapevole.

Avete presente quella  fase di disorientamento che trascorre fra una diagnosi di patologia e l’intervento? A chi affidarsi, oltre che ai santi, alla fortuna ed al miglior chirurgo cui si riesce ad arrivare? E che terapie scegliere sulla base del passa-parola di familiari, amici e conoscenti o di Internet, con una gamma di cure alternative  talmente vasta da  confondere ammalati (e clinici). Al di fuori dell’ortodossia la certezza latita e, nella notte della consapevolezza, dubbi e preoccupazioni  ingigantiscono. Uno ha un bel chiedersi dove sia il limite della buona fede, o quanto le statistiche siano valide: “Aiuto!”.

In questa fase di incertezza, che chiamerei spazio bianco, sapere di avere a disposizione un alleato può evitare di subire il “fuoco amico”: questo alleato è il MetT! Il suo sistema a quattro dimensioni configura una centrale perennemente operativa, capace di mediare le energie volta per volta indispensabili, a patto che non siano state calate le paratie stagne dell’autocompatimento o del disfattismo.

Lo SPAZIO BIANCO è quel “periodo fra” che molti attraversano come fosse un vuoto pneumatico, con le pagine di domani non ancora scritte (e quelle di ieri non più lette), mentre potrebbe essere usato proficuamente facendo tesoro delle risorse rese disponibili dal sistema MetT.

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