MEDIANITÀ 3

È particolare che le persone apprezzino la medianità in chi ne è dotato, ma la temano per sé.

Eppure l’attivarsi di una linea diretta con “altro da sé” fa parte da sempre della storia umana, tanto da essere stata preservata in molti rituali: era l’ars notoria di re Salomone e la prerogativa dei nabi sumeri ed ebrei, delle pizie greche e delle sibille romane, degli aruspici etruschi, dei druidi celtici e dei medi tibetani; dono dello spirito a profeti ed apostoli; caratteristica dei mistici, studiata dai teosofi, sfruttata da molti contattisti contemporanei, non sempre degni di fiducia, dato che venalità ed orgoglio inquinano velocemente il canale di ricezione.

Chi riceve chi, dato che nel mondo sottile tutto risponde per risonanza?  “L’albero si giudica dal frutto” scriveva S. Giovanni, il che è valido ieri come oggi. Serve a poco andare a Torino dalla famosa medium per sentirsi dire che l’amante l’amerà per la vita (cioè quello che la persona – fra l’altro sposata – desidera sentirsi dire). Così come è solo una perdita di energia passare le notti a scrivere sotto dettatura tomi tracimanti parole… disutili. Addirittura  pericoloso è convincersi (e peggio ancora convincere) di essere connessi con un comunicatore dal nome altisonante. Aiuta forse a sentirsi un plus, ma è un plus tarocco.

Questo “altro da sé” che tanti attrae e altrettanti sgomenta non è il fantasma che attraversa i muri nei film, è piuttosto un pensiero non proprio, sostanziale, fatto di concetti incisivi come un bisturi, o di nozioni sconosciute, o di immagini e simboli e parole necessari ad aiutare le persone cui sono dirette.

Ormai è tema affrontato (talvolta banalizzato) da libri e film, ma nessun regista può rendere la qualità di certe presenze e il mutamento che esse comportano sul tempo, sullo spazio e sull’ambiente: gli antichi cinesi li chiamavano “soffi”.

Una buona medianità risente dell’affinarsi dell’individuo e consente di relazionarsi con piani, conoscenze ed esseri meno materiali di noi.

Dedicherò all’argomento vari aneddoti.

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