MEDIANITÀ

È la capacità di un individuo (definito medium, o mezzo, o canale) di ricevere vibrazioni/pensiero dall’Oltre e di trasformarle in senso compiuto e corrispondente all’invio.

È  resa possibile da diverse componenti di cui quella organica è costituita dalla ghiandola pineale, o epifisi, che si trova nel cervello, al di sotto del corpo calloso.

Sul piano sottile la medianità si avvale dell’apertura dei chakra superiori e dell’antenna psichica, che provvede ad amplificare le vibrazioni in arrivo dall’Oltre e a convogliarle sulla ghiandola pineale; quest’ultima fa parte del corredo anatomico di ogni essere umano, ma non in tutti ha caratteristiche energetiche uguali.

La membrana superiore dell’epifisi è dotata di una sottile trama energetica che può essere più o meno “elastica”: tanto più sarà sensibile, tanto maggiore risulterà la capacità di ricevere e trasmettere una vibrazione nel corretto equivalente di parole o di immagini (il verbo più appropriato è “trasdurre”). Spesso infatti la medianità si accompagna alla chiaroveggenza, che rende la ricezione più accurata: i simboli possono essere svolti più ampiamente di un pensiero e possono concentrare maggiore contenuto con minore dispendio di energia.

La ghiandola pineale risente dei fattori genetici trasmessi per ereditarietà, così che un’anima che abbia meritato di avere in sé tale caratteristica sarà aiutata a scegliere quel veicolo genetico che le possa fornire lo strumento adatto, cioè una epifisi particolarmente duttile. I cosiddetti sensitivi hanno sempre in famiglia uno o più ascendenti a loro volta dotati di facoltà similari.

Non per nulla ho sangue scozzese, ariviva la Scozia!

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