OBLIO REINCARNAZIONE DOLORE E RICORDO

Oblio, reincarnazione dolore e ricordo sono strettamente intrecciati: l‘oblio fa parte della reincarnazione, é come un velo sugli occhi, che  si allenta quando diventa necessario all’individuo il ricordo dei perché: chi siamo, chi eravamo, da dove proveniamo e dove siamo chiamati a tornare, cioè nell’armonia. 

Questo invito al ricordo è mediato… dal dolore. Ogni dolore fisico o mentale diventa l’occasione per attivare una potente memoria di unità (memorie depositate principalmente nel settimo livello e nei cordoni di connessione della dimensione aurica, nel cuore alto della dimensione harica e nei vincoli della stella nucleo).

Dalla brace del dolore possono affiorare i rimossi della vita in corso, cioè quei traumi da cui si cerca di sfuggire affondandoli dentro di sé, come se le nostre terre interiori ci fossero lontane… Ma anche i sofferti incompiuti di un passato remoto assai, debiti e crediti accumulati e conservati negli appositi archivi del MetT.

Ma perchè il ricordo è provocato dal dolore? Non per una punizione superiore, ma per un errore di percorso! Col distaccarsi dalla spiritualità la società contemporanea, aliena dal credere a ciò che non vede (seppur dipendente da tecnologie invisibili) favorisce errori inconsapevoli, che deteriorano il corpo/mente dopo aver squilibrato il MetT, da cui il dolore. Le cause del dolore vanno ricercate più a monte del soma; quanti si occupano del dolore proprio o altrui in senso spirituale dovrebbero aiutare a comprenderlo.

 In ogni dolore c’è una immensa richiesta di memoria, seppellita da macerie materiali che allontanano e appannano la capacità di ricordare.

Sollevare il velo dell’oblio per mezzo del dolore può apparire un metodo inconsulto, alla banzai, ma nella nebbia chi vede la strada? Per vederla ci vogliono gli strumenti della consapevolezza!

Siamo individui nuovi e irripetibili (ma con memorie antiche) ed ogni singola esistenza sarebbe il banco di prova per applicare la famosa regola d’oro “ama il prossimo tuo come te stesso”, norma capace di portare nel quotidiano la legge dello scambio che regola i mondi.

Lo ripeto, poiché tale norma impronta l’intero MetT, quando inosservata lo squilibra, provocando malessere prima e poi dolore. Perché non applicarla e vanificare la funzione-dolore? 

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