PERCHE’ SI DICE SANTA PAZIENZA

Perché si dice santa pazienza? Perché è esercitata solo dai santi? No, quale virtù dell’anima è più facilmente messa in atto da chi l’ha riconosciuta e ne ha realizzato sulla terra il progetto di riarmonizzazione, i santi appunto. Ma non è loro esclusiva.

Ne ho letto una bella spiegazione su un libro di ispirazione medianica appena ricevuto in regalo, Voci, di John R. Thomson: “La pazienza è un virtù necessaria a ridimensionare la reattività, con cui le persone si arrecano e recano spesso danno. La pazienza é accettare l’imprevisto che allunga ciò che per voi è l’attesa.

L’attesa è terrena, non spirituale; nel mondo spirituale (alias nel mondo quantistico o della fase, cui appartengono MetT e anime) l’esistere non è scandito dal tempo terreno, ma da uno scorrere definito sin dall’antichità l’eterno presente. Per l’anima la pazienza è l’accettazione di ogni realtà che interrompe il flusso ordinato del suo esistere, é l’accogliere senza alterarsi ogni agente di disturbo che si inserisce.

Per le persone consapevoli pazienza significa non solo saper attendere senza farsi travolgere dall’aspettativa, ma anche saper vivere ogni contrattempo, grande o piccolo, senza permettere che alteri la propria realtà e senza perdere la centratura.

La pazienza è difficilmente conquista permanente; va consapevolmente esercitata, è collegata all’evoluzione ed è importante saperla esprimere perché è diretta antagonista del male”.

Ho trovato questa spiegazione utile e confortante, anche perché da un  pezzo la mia pazienza è messa a dura prova. Perdere la pazienza ostacola il bene e impedisce di superare gli scogli della reattività altrui? Mi suona! Quando presentisco delle probabilità le segnalo a chi me lo chiede; ma, quando sembrano indicare un danno, lo faccio presente  a chi potrebbe esserne coinvolto. Vorrebbe essere un aiuto, come anticipare a un automobilista un ingorgo a croce uncinata da evitare o un incrocio pericoloso, prima di cui rallentare; ma per alcuni suona come un’ingerenza, un entrare a gamba tesa nelle loro vite. Quando poi certe vite si complicano, gli interessati incolpano la sfortuna, o il karma. Ma karma è qualcosa che non puoi evitare, qualcosa di cui non hai responsabilità (almeno nella vita in corso), non qualcosa di aggirabile e di cui eri stato allertato!

Santa pazienza, appunto!

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