PUNTI DI VISTA

Una cinquantenne affetta da più patologie si lamentava di quello che stava passando; dall’elenco tracimavano molte recriminazioni sul fatto di dipendere ancora dai genitori, di cui abitava una casa, sull’intrusione dei fratelli, sulle proprie chiavi in mano a tutti e sul mancato rispetto dei familiari in merito alle sue scelte, come curarsi incluso.

Però, guidata attraverso varie domande, aveva riconosciuto che, usufruendo della casa parentale non doveva pagarne l’affitto, che avendo altri le chiavi avevano potuto intervenire senza dover chiamare i pompieri e che, in certi momenti, l’intrusione dei familiari era stata indispensabile  per superare i momenti critici. Il riconoscere che non viveva abbandonata sotto un ponte era però restato confinato a livello mentale, senza raggiungere il cuore, passaggio che avrebbe potuto mutare la visione d’insieme: “a modo loro, ma si preoccupano per me. Anche questa è una forma d’amore, non sono sola”.

Voleva guarire a tutti i costi, ma giustificando se stessa sempre e gli altri mai. Cioè stando dov’era, annidata vanamente in un intrico di no e di autocompatimento. Difficile uscirne.

Infatti il solo mentale non guarisce, dato che è una parte del tutto che ci compone. A livello aurico corrisponde al terzo chakra, situato sopra al secondo, quello delle emozioni, e sotto a quello del cuore, deputato al dare senza condizioni. Dovrebbero lavorare tutti in sincrono, ma se il cuore resta chiuso, qualsiasi aiuto esterno sarà provvisorio. E quando uno spranga la porta? Quando ha paura dei ladri, ad esempio. Invece nel sistema MetT il flusso deve sempre scorrere e pertanto i chakra andrebbero aperti e liberati del contenuto che lo sbarramento ha cercato di arginare. A questo il soggetto in difficoltà deve collaborare, senza aspettarsi il mutare prima degli altri!

Trasformarsi e guarire (se non altro spiritualmente) si può, ma bisogna raggiungere almeno “il ponte del cuore”: da qui un ampliato punto di vista può offrire una diversa prospettiva agli accadimenti e permettere alle energie di soccorso di agire e scaldare una sfera affettiva gelida come un igloo.

 

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