REINCARNAZIONE, CHE ERESIA!! O NO?

Accennare all’esistenza di cause pregresse implica che si sia già vissuto, o meglio che l’anima, immortale, abbia già effettuato diversi passaggi incarnativi.  Per un cattolico osservante l’affermazione può suonare eretica, ma la convinzione (indotta da secoli di condizionamento culturale) sta progressivamente sfumando, sotto la pressione delle sempre più numerose conferme  provenienti sia dal mondo orientale, dove la reincarnazione fa parte integrante della cultura, sia da ricerche universitarie svolte di recente in occidente.

Del resto anche in Italia qualcosa sta cambiando, dato che sempre più persone in difficoltà psicologica si avvalgono dell’ipnosi regressiva e delle costellazioni familiari, efficaci terapie basate sull’evidenza del saliscendi.

Addirittura il telegiornale, in occasione della intronazione di papa Bergoglio, ha passato – senza censurarlo come sarebbe successo trent’anni fa – il commento di un pellegrino straniero presente in piazza S. Pietro, secondo cui “il nuovo pontefice era la reincarnazione di san Francesco”.

Le regressioni consistono nell’emergere di antiche memorie (in genere, ma non esclusivamente, di sofferenza), che hanno o che stanno influenzando il vissuto attuale. Tali impressioni sono sotto il controllo dell’anima, che lascerà affiorare quanto divenuto troppo tossico, oppure quanto in grado di spiegare un particolare passaggio dell’esistenza (è un po’ come  fornire all’oggetto in primo piano uno sfondo, che aggiunge al quadro profondità, particolari e significanza). Se l’anima non è d’accordo, non c’è terapeuta che possa forzarla (al massimo i disonesti, per guadagnare, possono inventarsi di sana pianta una bella sceneggiatura).

Comunque, soltanto avere un passato pre-natale rende comprensibili le disparità tra le persone, le partenze disagiate o certi brevi affacci alla vita. Aver cassato la reincarnazione è frutto di una scelta perseguita, a fin di bene, dai padri della chiesa agli albori del cristianesimo, anche se lo stesso S. Agostino si chiedeva: “Non ho vissuto in un altro corpo prima di entrare nel seno di mia madre? Quando, Signore, ho peccato, quand’ero nell’utero di mia madre o prima ch’io fossi?”.

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Immagine testata articolo: “Messaggi dal cuore” – Silvia Pisani

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