RIENTRARE NEL CIRCUITO DELLO SCAMBIO

Perché riunificare l’insieme cui è preposta (cioè anima, metacorpo e corpo/mente) darebbe sollievo all’anima? Perché implicherebbe aver realizzato il suo scopo o, quantomeno, essere in dirittura per riuscirci!  

Per chi si risveglia al ricordo ed alla memoria (che – come scriveva Kierkegaard – non sono la stessa cosa) diviene naturale adeguarsi all’impulso che ha animato la discesa: fare la propria parte nel processo di creazione, cioè trasformare in positivo ogni vissuto e rientrare nel circuito dello scambio.

Qualcuno lo ha esemplificato con parole semplici: “passo dopo passo, giorno dopo giorno, progressivamente miglioro”.

Data la costituzione dell’amico MetT, una scelta in positivo otterrà di alzare le frequenze dell’individuo; questi allora potrà fruire del suo più ampio corredo natale e nutrirsi del flusso nel suo intero: infatti quando le quattro dimensioni del MetT lavorino in sincrono, il flusso (emesso dall’anima) scorrerà senza ostacoli sino al corpo/mente, fornendogli benessere e serenità.

Qualora invece il soggetto opti per lo scontro aperto o latente col mondo, i rapporti fra le dimensioni che lo compenetrano subiranno alterazioni che impediranno poco o tanto, la discesa del flusso.

L’evoluzione spirituale permette di vivere meglio. Non per nulla, in ebraico, evoluzione e guarigione erano espressi con lo stesso vocabolo, Aphar.

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