RIUNIFICARSI È UNO DEI FINI DELLA INCARNAZIONE

Sulla terra siamo di passaggio, senza per questo essere extraterrestri (oppure sì, ma in senso lato, cioè esseri non intessuti solo di terra e materia).

Nè da Andromeda né da Sirio nè da Orione, anche se  qualcuno ama pensarlo, ma “figli donati”, come dicono nella comunità di Bose, o “viaggiatori di passaggio”, come insegnava Omraam M. Aivanhov.

L’anima per realizzare il suo progetto, cioè rientrare nell’armonia, si lega ad un essere completamente nuovo e irripetibile sul piano umano e materiale,  cui trasmette il suo carico di passato (da risolvere o da confermare) e lo fa tramite un mediatore, il MetT.

La conoscenza del MetT, l’amico, può rendere il passaggio incarnativo meno faticoso. Infatti aver dimenticato la propria unità e unicità non ha lavorato a favore dell’identità personale e nemmeno della serenità interiore. Invece ri-cordare, nel senso di riportare al cuore (della consapevolezza), rende meno schiavi dello scorrere del tempo e del quotidiano. Incombono meno. E non solo.

2 Comments Add yours

  1. Ezio Panzeri ha detto:

    Lavoro prezioso quello svolto da Giovanna, condiviso con passione ed entusiasmo. Nei suoi scritti trasmette significati a volte immediati, altre volte più “nascosti”, che si manifestano solo con il passare del tempo, in una dimensione interiore che va oltre le parole e il loro significato. Con lei accade spesso una trasmissione non verbale di sensazioni anche quando meno te lo aspetti, oppure, come dice sempre lei, quando l’anima lo permette.

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