SENSI INTERNI IN PARALLELO ALL’EVOLUZIONE

I sensi interni o tecnologia interiore divengono utilizzabili  alzando le proprie vibrazioni, cioè migliorando ogni giorno, passo dopo passo, malgrado quel percorso ad ostacoli che è la vita quotidiana. Per riuscire a percepirli sono necessari cuore e docilità, coerenza e pazienza. Tanta pazienza.

Per avvalersene invece  bisogna aver raggiunto equilibrio e unitarietà. L’elettrone cambia orbita  quando raggiunge il 100 per cento di carica, non quando è al 70 o al 98 per cento! Prima non è possibile.

Questo “prima” però è poco gradito a quanti vorrebbero raggiungere l’illuminazione in fretta. Per costoro vale quanto scritto da Carl Gustav Jung:

“l’illuminazione non giunge immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l’oscurità”.

E’ importante sottolineare che i sensi fisici derivano dal corredo genetico, mentre quelli interni discendono dal corredo evolutivo, cioè sono “gli effetti collaterali di un lavoro di trasformazione compiuto su se stessi”.

Non basta aver imparato a respirare ed aver totalizzato ore su ore di applicazione guidata in qualche località agreste più o meno amena. Questo può essere l’inizio, ma non tutto appartiene alla dimensione aurica e al mondo delle emozioni… Le dimensioni del MetT sono quattro (una l’ho riscoperta/aggiunta io) e le due superiori sono sotto il controllo dell’anima. No evoluzione no party.

Sussiste un’altra differenza sostanziale: prima di una certa fase, quando si è ancora frammentati, si può intravedere, dopo la trasformazione (in una unità di anima, MetT e corpo/mente) si può influire sui corpi sottili e quindi, a cascata, sulle dimensioni sottostanti, organismo compreso.

Fruire della propria tecnologia interiore arriva solo quando ci si è allineati al Disegno, poiché il mutamento non avviene tramite un governo, ma tramite un’accettazione.

2 Comments Add yours

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *