SENTO L’ORMA DEI PASSI FELPATI

COME RICONOSCERE LE VIBRAZIONI

Un pomeriggio stavo lavorando (all’epoca mi occupavo di moda), quando al piano di sopra avevo sentito dei passi felpati. Avrebbe potuto essere mio figlio, che avevo appena ritirato dall’asilo, ma perché quatto quatto e soprattutto perché avanti e indietro dalla sua stanza alla mia?
Incuriosita ero salita a vedere a avevo trovato Carlalberto, il suo amichetto del cuore, che si riforniva di caramelle dal comodino di mio marito.
Ero restata allibita: come tutte le mamme sanno bene, c’è una trafila di accordi per portare a casa da scuola un bambino non tuo e – quel giorno – non me l’ero nemmeno sognato! Eppure era lì, con la camicetta strappata e le manine colme di fruttini siciliani.
Il mio (insolito) silenzio li aveva spinti a spiegare, mica troppo affannati. Qual era il problema? Aveva voglia di stare ancora a giocare con Ema e lo aveva raggiunto. Come? Sgusciando attraverso l’inferriata che divideva i due giardini. “E non è la prima volta!” aveva chiosato mio figlio, orgoglioso di tanto amico. “Per questo sapevo dove trovare le caramelle” aveva rincarato l’intraprendente con sguardo innocente.In quella avevamo sentito delle urla provenire dall’asilo, dove la madre non aveva trovato il suo piccolo (Houdini). Decibel che sarebbero aumentati nel vederlo rientrare tra le sbarre della cancellata.
A seguire, sulla stessa era stata applicata una rete a trama fitta… e sostituiti i fruttini siciliani con pasticche al rabarbaro. Non si sa mai.

Ma perché lo racconto qui? Perchè, anni dopo, quel suono di passi felpati avrebbe caratterizzato ogni richiesta d’aiuto di qualche bambino, nato o non nato. Un codice adottato dall’anima e tratto da un mio vissuto personale. Tutto è vibrazione, ma devi poterla riconoscere. Potrebbe anche essere il profumo dei ciliegi in fiore…

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