TEMPO SENZA TEMPO

Agli inizi  della mia ricerca avevo dovuto inventarmi degli spazi di quiete per ritemprarmi dalla mia tumultuosa famiglia e ne avevo trovato uno nell’acqua. Prima di pensare che sia una banalità leggete il seguito… Mi immergevo in  vasca ad ascoltare musica, sia perché mi rilassava, sia perché mi dava un’idea del tempo che potevo concedermi, che era sempre troppo poco. Un giorno la musica aveva cominciato a rallentare e nei giorni seguenti pure, anche se il piccolo scriba (come chiamavo il registratore allora) funzionava benissimo. Nulla di preoccupante, solo una stranezza in più fra le tante del periodo; non essendo ancora stati inventati smartphone resistenti all’acqua, avevo rinunciato all’accompagnamento sonoro. Poi aveva cominciato a raffreddarsi l’acqua, tanto da doverla rimboccare diverse volte  per mantenere la temperatura. Una goduria, che mi sembrava durare una mezz’ora circa. In realtà… non sarebbero stati nemmeno dieci minuti, talvolta anche meno. Avrei compreso il fenomeno più avanti: nel riunificarmi (o nell’aspirazione a riuscirci) per una buona causa, raggiungevo le componenti superiori del MetT, e lì stavo, in un tempo senza tempo, con quel minimo di dualità che il corpo fisico segnalava.

Non bisogna essere sull’astronave ipotizzata da Einstein per sperimentare che il tempo non ha lo stesso valore se raggiungi le tue dimensioni superiori, dove tutto vibra a una frequenza più alta. Può succedere a tutti nei momenti dell’amore, perché una parte di noi che si chiama stella nucleo, quando attivata, riversa il suo flusso di energia informata sulle dimensioni inferiori,  rendendoci partecipi del suo mondo. Dove il tempo è un eterno presente, non scandito da orologi atomici.

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