VIVA LA SCOZIA

Ho ritrovato il mio progetto personale (aiutare le persone a stare meglio) nel cercare di dare un senso alla sofferenza che mi attanagliava. Sotto la pressione di accadimenti che mi sembravano immeritati, avevo provato l’intima esigenza di capire di più e, ad un tratto, la strada si era svelata da sé. Ma non sono arrivata alla consapevolezza dei fenomeni in modo consapevole, ho solo accompagnato le situazioni senza temerle. Il che lo devo a mia madre, una scozzese di ferro.

Sin da bambinetta vivevo esperienze inusuali con giocosità; ma, alle soglie dell’adolescenza, avevo cominciato ad avere paura delle ombre che incontravo, di me stessa che vedevo fare le cose eccetera. Allora correvo dalla mamma, che mi accoglieva sempre, anche se indaffarata. “Tranquilla, nella nostra famiglia è normale. Capita anche alla cugina Beth ed alla zia Nan…” Non mi spiegava nulla (oggi penso che non avesse spiegazioni da offrirmi), ma la tranquillità con cui lo diceva aveva la capacità di calmarmi. Se succedeva anche alla cugina Beth e alla zia Nan potevo fare a meno di preoccuparmi… Viva la Scozia!

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