AIRONE 2

LA BIOESTESIA PUÒ SERVIRE

L’airone è fra gli animali totem in diverse culture e rappresenta – anche – la prudenza; ne ho già scritto in un post precedente, dedicato a una giovane artista che deve avere l’airone come proprio assistente personale, dato che lo incontra dove gli altri no.
L’ultimo episodio è recente: lei mi chiama dal pronto soccorso dove era in codice rosso per dei dolori addominali che non le davano tregua. Le avevo dato uno sguardo senza trovare nulla di preoccupante, più che altro la paura di essere sola ad affrontare la sofferenza (e la vita dalle nostre parti).

Le componenti sottili del MetT, vibrando a una frequenza più alta di quella materiale, si esprimono al di fuori del nostro spazio-tempo ed è naturale per chi allenato connettersi con qualcuno solo col pensiero, senza i confinamenti della distanza e della presenza.

Poiché stavo leggiucchiando un testo di bioestesia (che non consiglierei, ne conosco di migliori) avevo messo alla prova quello che stavo leggendo e avevo usato il pendolo; questo aveva segnalato, con un movimento preciso che più preciso non si può, un problema coi metalli, zinco, sodio e alluminio. A quel punto si era formato un pensiero chiaro (e non mio): “Si tratta di un epifenomeno, connesso a un problema evidenziatosi a natale. Dovrebbe spingerla ad indagare su come sta reagendo all’uso dell’alluminio, che per lei è nocivo”.
Alluminio? Nocivo? In effetti da diversi mesi per delle sue creazioni lavorava come un saldatore su delle lastre di alluminio. Particolare! Una pendolata su un quadrante radiestesico aveva aperto una strada non esplorata… strada che si sarebbe dimostrata giusta.
All’ospedale sia le visite che la tac non avevano evidenziato nulla, niente di niente. Le avevo riferito il mio sentire e il quadro generale aveva cominciato a convergere verso la chiarezza; persino il giorno dopo, mentre guidava!
Un airone aveva cominciato a volarle sopra e davanti, con un volo ondulatorio (che non è il suo tipico), fino a fermarsi su un cartello “DISAGI PER LAVORI IN CORSO”. C’azzeccava non poco! Aveva così deciso di mantenere il materiale base, ma di anodizzarlo. I segnali sembravano essersi mossi in tempo utile, in fondo non si trattava di amianto. Certe anime per avvisarti non adottano un sussurro.

Correlato al post “Viva l’airone cenerino

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