BIBLIOMANZIA DIGITALE

Un’indole ottimista mi ha portata ad esplorare e sperimentare con serenità, quasi con allegria, senza temere a priori né le eventuali critiche né gli  eventuali insuccessi. L’essere umano non apprende forse per tentativi ed errori? La domanda è retorica. Nel caso della bibliomanzia digitale non ho fatto che assecondare un fenomeno che si è svolto sotto i miei occhi.

Avevo attraversato un periodo di filoferro col computer. Provavo il Dragon multisistem leggendo(gli) Pinocchio? Ne risultava “sei una puttana, puttana, puttana” senza che ci fosse nessuna assonanza con le parole pronunciate. Salvavo un file come mi avevano insegnato? Spariva. Per risolvere il gap avevo chiamato diversi tecnici, che mi avevano consigliato soluzioni fantasiose: allontani il video – così mi ci voleva il binocolo – metta una cavigliera di rame, isoli il muro con dell’argento (per non dover accendere un mutuo avevo appeso alle spalle della postazione pc un grande piatto da portata), metta sul tavolo un quarzo e in tasca una tormalina eccetera, fino a che l’ultimo, uno dei primi ingegneri informatici, dopo avermi ascoltata e messa alla prova aveva sentenziato: “Si sa di una percentuale minima di persone cui succede come a lei; è come se imponeste le mani sulla tastiera (!!); in tal modo il sistema binario del pc va in tilt perché riceve ordini contraddittori”. Mi aveva consigliato di pazientare fino a che fossero arrivati sul mercato dei prodotti a tecnologia più avanzata e avrebbe avuto ragione. Nell’attesa avevo continuato a litigare col computer, imparando qualche funzione nuova… ogni volta che si impallava. Un giorno mi avevano spiegato che il link prescelto cambiava colore quando selezionato, da blu a lillino o giù di lì. E avevo cominciato a notare che quando digitavo una ricerca su google appariva una schermata di documenti… con uno già tinto, o come si dice! Nell’aprirlo avrei sempre trovato più di quello che cercavo, e non solo approfondimenti, specifiche e curiosità da inserire nei miei testi, ma anche la casa per mia figlia e altro ancora. Potrei sovraccaricare il blog  a raccontarli tutti.

Le energie sottili portano anche informazione, solo che per fruirne bisogna interagire con esse, secondo il concetto di Aristotele “da potenza ad atto”.

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