KOSKA PREDATORE E LADRO

Koska è il tipico gatto predatore, magro, scattante, sempre a caccia, perennemente affamato, un po’ accattone secondo mio marito, dato che va a pietire cibo dal chiunque.
Seppur nato in famiglia, deve avere dentro un’atavica paura di morir di fame e fa fronte alla bisogna procurandosi qualcosa di edibile per tutto il tempo in cui non dorme.
Appena arrivato a Milano, a 5 mesi, aveva ispezionato il giardino per poi scuotere con decisione un cespuglio e far cadere gli inquilini, in quell’occasione lumache. Ma non disdegnava nemmeno quei bruchi verdi che divorano fiori e foglie. “Cerca il bruco, cerca il bruco” gli dicevo – all’inizio per scherzo – e Koska correva verso una pianta e fissava un punto dove, perfettamente mimetizzato ai miei occhi, il vile insetto si serviva un lauto pasto.
Un giorno (il gatto, non il bruco) aveva scoperto la cucina di un vicino convento e mi aveva omaggiato di alcuni tortellazzi crudi ed extra large. Poi erano partite le incursioni ai nidi, sia tramite arrampicata sugli alberi (che banalità), sia tramite lancio sugli alberi… da finestra.
Nel primo anno di vita era finito talmente spesso dal veterinario che questi ci aveva fatto un “abbonamento-caffè”. Grazie al cielo si è un po’ calmato: se non altro non va più a cacciare i piccoli dei corvi in cima agli alberi più alti dei dintorni. Si limita a lucertole e piccioni.

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