SISSI DEI MENEGHINI

É un’aristogatta nel vero senso della parola, con quattro pagine di pedigree: figlia di Morgan e di Malva, nipote di Kassarjani Beaulieu e di Kaiserin Sissi, con un’antenata di nome Bon Bon, il che è tutto un programma.
Bella è bella, ma non ha le caratteristiche di un gatto, forse non sa nemmeno di esserlo; quando l’ho adottata aveva 3 anni e non sapeva fare niente, ma proprio niente, nemmeno le coccole (al massimo si lasciava pastrugnare, con la dovuta sufficienza).
Un palmo di distanza fra lo schienale della poltrona e il davanzale della finestra? Un abisso.
Una porta chiusa? Un mistero del creato. Meglio aspettare, qualcuno passerà.
Il cibo in un piatto inadeguato? Piuttosto la fame, al massimo sul tappeto (per non stressarci entrambe avevo ovviato con un foglio di acetato, che è trasparente, sulla moquette).
Un uccello in giardino? Nemmeno lo vedeva.
Un rumore qualsiasi? Terrorizzata andava a rifugiarsi sotto le zampe di Koska, come un elefantino dalla mamma. Probabilmente un topo la farebbe svenire.
Le scale? Ce ne ha messo prima di imparare a non urtare col sedere in discesa e con la pancia in salita.
In due anni la compagnia di un maschio lievemente coatto l’ha un filino svegliata fuori, ma non più di tanto. Lasciata a se stessa saprebbe nutrirsi solo di formiche, temo…
Probabilmente a furia di essere allevati con ogni cura/ riguardo/mai all’aperto che se no si sporcano o li rubano, lei e i suoi avi sono diventati come dei peluche, splendidi, ma inetti. Comunque le voglio bene lo stesso.

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